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lunedì 2 febbraio 2004
Ogni giorno su CLARENCE, la mia striscia quotidiana. Dalla pagina ufficiale puoi accedere all'archivio di tutte le strip arretrate. giovedì 29 gennaio 2004
Questa spolverata sonora, suggeritami da Dolcemetà Liaceli, era stata fatta per opporre un minimo di resistenza (umana?) alle ipercelebrazioni di quel Club di Galantuomini, anch'esso giunto al decennio di anzianità. Ma ancora una volta, l'unica scrittrice satirica italiana e il sottoscritto si sono trovati a constatare quanto quelle paginette verdi continuino a mancare ai sostenitori di allora e, inspiegabilmente, anche a lettori anagraficamente arrivati dopo la chiusura. Ci sono domande che tornano con la regolarità dei condoni edilizi. Fra queste spicca la superclassica «ma perche Cuore ha chiuso?». Forse è solo curiosità, ma insolitamente persistente dopo dieci anni, trascorsi i quali in genere certe esperienze editoriali vengono ricordate solo da addetti ai lavori e collezionisti. Io ci sento quel tono che si usa con gli amici, ad esempio con le metà esplose di una coppia di riferimento: "ma perchè vi siete lasciati?". Ecco, forse fra Cuore e i suoi lettori, più che una cessazione di forniture, si consumò un vero e proprio abbandono. E, a dirla giusta, col concorso di entrambe le parti, se è vero che la principale ragione che indusse l'editore Gianpaolo Grandi a interrompere precipitosamente le uscite durante il "week end dei morti" del novembre 1996, a metà dell'impaginazione di un numero mai arrivato alle edicole, furono le vendite ormai esigue. Ma come ho già scritto a Iuma, autrice di un bel post-ricordo dedicato al settimanale voluto da Michele Serra e compari, sui miei-nostri sei anni di Cuore andrà scritto ben di più che questo piccolo commento. La mia notazione riguardava solo il limitato - ma sintomatico - tramestìo di reazioni piene di affetto causato da questi ultimi post. Fra coloro che domandano: "ma perchè non ne fate più di quelle cose lì?" (???), altri che rivorrebbero almeno l'indimenticabile Festa di Cuore di Montecchio, altri ancora che avviano una specie di gallery con la foto del tape in questione, brandito davanti al computer acceso o a una locandina di Kill Bill... Di Cuore tireremo fuori ancora tante cose, com'è giusto fare qui nel Magazzino. Intanto completate l'allegra cassettina, coi Mau Mau, Africa Unite e Claudio Bisio.
Le precedenti trasfusioni:
(Mau Mau/Africa Unite) lunedì 26 gennaio 2004
Viste le pressanti richieste, ecco un altro brano spippolato fuori dalla mitica cassettina allegata a "Cuore" nr. 162 del 12 marzo 1994.
"La Vendetta del Mulino Bianco" fu il contributo di Radiogladio a quella mini-compilation di cui al post precedente. Dice una voce da speaker nel testo: "ma questa è un'aggressione immotivata ad un prodotto dolciario sostanzialmente innocuo!". Ed è quello che dissero anche i signori della Barilla telefonando alla redazione di Cuore. E' un colpo basso -aggiunsero affranti- con tutta la fatica che abbiamo fatto per allontanarci dall'immagine troppo rampante che avevamo negli anni '80... Ma un po' dovevano essersi diverti: il pezzo di Messina è proprio bello, in fondo mitizzava quel mulino ipereale. E per ciò che riguardava l'immaginario evocato in quegli spot bucolici, forse sentivano di non essere del tutto puliti. Dunque, niente cause contro Cuore (all'epoca gli unici che si arrabbiavano davvero erano, appunto, i marchi commerciali) e un generale "understatement" all'anglosassone. Pensate che succederebbe oggi. La cassetta forse uscirebbe senza sonoro, intimidita dalle minacce di Dell'U**i.
venerdì 23 gennaio 2004
In certi momenti assurdi ho pensato anche che potrei perdonarlo. Non giustificarlo, non capirlo, men che mai assolverlo. Amnistiarlo, ecco. Mollarlo libero in tenute sarde dove non farebbe più danni. Lui non ci crede, ma quelli come me non lo odiano, non sognano un "giustisialiismo" vendicativo.Quelli come me si indignano, sbalordiscono, stanno male per quello che fa e dice, ma poi vorrebbero ricondurre tutto ad un piano di equità, di pace e dissolvenza. Potrei persino soprassedere sul fatto che mi ha tolto una cosa importante: la capacità di fidarmi ancora dei miei compatrioti. Ma c'è qualcosa, in particolare, che non posso perdonargli.
Mi ha disseminato questo decennio di figure incredibili. Mi ha fatto convivere con facce, voci, corpi che non potrò mai più dimenticare. Ha popolato i primi anni di vita delle mie bambine di uomini-megafono ringhiosi e spudorati, di risponditori automatici e picchiatori catodici che hanno fatto piazza pulita di concetti che fino ad allora erano valori: misura, confronto, rispetto.
Lungi dall'assuefarmi, continuo a reagire in maniera fotovoltaica ogni volta lui ne tira fuori uno nuovo dalla sua inesauribile paglietta da chansonier. E ogni volta, non so come accade, nel mio cervello si creano le stesse associazioni di tipo edìle: il condominietto ribattezzato Palazzo dei Cigni, la colonna di cemento in mezzo allo studio del TG4, il villone di Arcore con le tombe monumentali e i campetti parrocchiali appena oltre la rete metallica. E su tutto, come un'infestazione, il piastrellato marron che riveste tanti caseggiati milanesi.
Molti dei membri dell'associazione privata che sta festeggiando il suo decennale sono relativamente in salute, e giovani, e ci saranno anche quando la Grande Liftatrice, col suo Bisturi del Sorriso Eterno, verrà a prendersi lui, il fondatore. Per qualche tempo i suoi uomini-libro-paga continueranno a cercare di irretire le nostre discendenze come implacabili piazzisti di Publ*talia, poi, piano piano, le radiazioni caleranno d'intensità.
L'ottimo Sapo!! ha appena commentato sotto il mio post gemello su Macchianera: "rob, non a tutti i prodotti della satira tocca l’oblio… " aggiungendo un link ad un autoscatto quasi militante. Verrebbe voglia di rifondare le Brigate Molli.. ;-)
Anche Lorenzo testimonia per l'occasione con il suo personale reperto, in questo caso anche "ambientato" in due versioni... ;))
Con l'"autoscatto" di Cuoccimix si profila ormai una vera e propria gallery dei reperti cuoreschi. Ecco qua la sua.
giovedì 15 gennaio 2004
Qualche anno fa, nel periodo più creativo di Clarence, abbiamo realizzato online una rutilante satira su Ikea. Satira affettuosa e consacrante, senza dubbio. Ci inventammo che il più grande produttore di arredamento virtuale al mondo aveva aperto un nuovo negozio a Clarence City e che Clarence srl si avesse ricevuto in cambio una grossa fetta dell'azienda Ismiziana. Ci fu chi pensò che fosse tutto vero, e alcuni bollettini economici diedero la notizia dell'acquisizione fra gli eventi della settimana. Matte risate, come sempre. Ma andate a guardarvela, Kanea: il mini-sito-finto-aziendale è ancora integro dentro al portale dell'Angelo. Cliccatevi il catalogo, guardate i prodotti e la storia dell'azienda. Ci sono cosette in comune con Net To Be.
Tutto realmente, intensamente finto. |